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Definizione
di Phasing Out:
In base alla
decisione presa in occasione del Comitato di Sorveglianza del 23 Maggio
2003, la definizione "Phasing Out" viene sostituita da "Sostegno
Transitorio". E' quindi sottointeso che dove appare la dizione "Phasing
Out" si deve intendere "Sostegno Transitorio".
Definizione
di Media impresa:
In base alla disciplina CEE sugli aiuti di Stato alle PMI (1996)
- ha meno
di 250 dipendenti;
- ha un
fatturato annuo non superiore ai 40 milioni di ECU, oppure ha un totale
di bilancio non
superiore a 27 milioni di ECU ;
- il capitale
o i diritti di voto non sono detenuti per il 25% o più da una
sola o, congiutamente, da più
imprese non conformi alla definizione di PMI (fanno eccezione le società
finanziarie pubbliche e le
società di partecipazione al capitale di rischio o, purché
non esercitino alcun controllo, gli investitori
istituzionali; la soglia del 25% può inoltre essere superata
se il capitale è disperso in modo tale che
sia impossibile determinare da chi è detenuto e se l'impresa
dichiara di poter legittimamente
presumere che non è detenuto per il 25% o più, da una
o più imprese non conformi alla definizione di
PMI).
Definizione
di Piccola impresa:
In
base alla disciplina CEE sugli aiuti di Stato alle PMI (1996)
- ha meno
di 50 dipendenti;
- ha un
fatturato annuo non superiore ai 7 milioni di ECU, oppure ha un totale
di bilancio annuo non
superiore ai 5 milioni di ECU;
- il capitale
o i diritti di voto non sono detenuti per il 25% o più da una
sola o, congiuntamente, da più
imprese non conformi alla definizione di piccola impresa (fanno eccezione
le società finanziarie
pubbliche e le società di partecipazione al capitale di rischio
o, purché non esercitino alcun controllo,
gli investitori istituzionali; la soglia del 25% può inoltre
essere superata se il capitale è disperso in
modo tale che sia impossibile determinare da chi è detenuto e
se l'impresa dichiara di poter
legittimamente presumere che non è detenuto per il 25% o più,
da una o più imprese non conformi
alla definizione di piccola impresa).
La nuova
disciplina comunitaria si propone di selezionare unicamente le imprese
che effettivamente
costituiscono delle PMI indipendenti al fine di eliminare le costruzioni
giuridiche di PMI che formano un
gruppo economico la cui potenza supera quella di una PMI così
come definita. Ecco che allora, ai fini del
calcolo del numero massimo di dipendenti e della soglia finanziaria, è
necessario sommare i dati dell'impresa
beneficiaria e di tutte le imprese di cui essa detenga direttamente o
indirettamente il 25% o più del capitale o dei diritti di voto.
Si noti
bene che, in ambedue i casi, i tre criteri devono essere soddisfatti simultaneamente.
Inoltre:
- il numero
di persone ocupate corrisponde al numero di unità-lavorative-anno
(ULA), cioè al numero
di dipendenti occupati a tempo pieno durante un anno , mentre i lavoratori
a tempo parziale e quelli
stagionali rappresentano frazioni ULA. L'anno da prendere in
considerazione è quello dell'ultimo
esercizio contabile approvato;
- le soglie
per il fatturato e per il totale di bilancio sono quelle dell'ultimo
esercizio contabile approvato
di dodici mesi. Nel caso di un'impresa di recente costituzione, la cui
contabilità non è stata ancora
approvata, le soglie da applicare sono soggette a una stima secondo
buona fede eseguita nel corso
dell'esercizio;
- per il
cacolo delle soglie del numero dei dipendenti e dei massimali finanziari
indicati, occorre
sommare i dati dell'impresa destinataria e di tutte le imprese di cui
essa detiene direttamente o
indirettamente il 25% o più del capitale o dei diritti di voto;
- quando
un'impresa, alla data di chiusura del bilancio, supera (verso l'alto
o verso il basso) le soglie
del numero di dipendenti o dei massimali finanziari specificati, perde
o acquista la qualifica di media
impresa o di piccola impresa soltanto se detta circostanza si ripete
durante due esercizi consecutivi.
Definizione
di Grande impresa:
non
esiste una definizione di impresa di grandi dimensioni, sono considerate
grandi imprese quelle che non
rispettano anche uno solo dei tre criteri inidcati nelle definizioni di
piccola e media impresa.
Il Consensus
è un accordo informale stipulato in sede OCSE (Organizzazione per
la cooperazione e lo
sviluppo economico) nel giugno 1976 e riguarda le forniture con regolamento
dilazionato oltre i due anni,
assistito da garanzia assicurativa e/o agevolazione finanziaria statale.
Definizione di Piccola e Media impresa dei settori commerciale e servizi:
(definizione usata da alcune leggi nazionali)
È
definita media impresa quella che:
- ha un
massimo di 95 dipendenti;
- ha un
fatturato annuo non superiore ai 7,5 milioni di ECU;
- oppure
ha un totale dello stato patrimoniale non superiore ai 3,75 milioni
di ECU;
- non fa
capo per più di un quarto ad una o più imprese di maggiori
dimensioni (fanno eccezione le
società
finanziarie pubbliche e le società di partecipazione al capitale
di rischio o, purchè non
esercitino
alcun controllo, gli investitori istituzionali).
È
definita piccola impresa quella che:
- ha un
massimo di 20 dipendenti;
- ha un
fatturato annuo non superiore ai 1,9 milioni di ECU, oppure
- ha un
totale dello stato patrimoniale non superiore ai 0,75 milioni di ECU,
- non fa
capo per più di un quarto ad una o più imprese di maggiori
dimensioni (fanno eccezione le
società finanziarie pubbliche e le società di partecipazione
al capitale di rischio o, purchè non
esercitino alcun controllo, gli investitori istituzionali).
Definizione
di Impresa Artigiana:In base alla Legge Quadro
sull'artigianato 8 Agosto 1985 N.443, è definita Impresa Artigiana
quella che ha le dimensioni seguenti:
- per
l'impresa che non lavora in serie:un massimo di 16 dipendenti, compresi
gli apprendisti in numero non superiore a 9, il
numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 22 a
condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti;
- per
l'impresa che lavora in serie, purchè con lavorazione non del
tutto automatizzata: un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti
in numero non superiore a 5, il numero massimo dei dipendenti può
essere elevato fino a 12 a condizione che le unità aggiuntive
siano apprendisti;
- per
l'impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni
artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura:un massimo
di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero nonsuperiore a
16, il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino
a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti (i
settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali sono stati individuati
con decreto del Presidente della Repubblica);
- per
l'impresa di trasporto:un massimo di 8 dipendenti;
- per
le imprese di costruzione edili:un massimo di 10 dipendenti, compresi
gli apprendisti in numero non superiore a 5, il numero massimo dei dipendenti
può essere elevato fino a 14 a condizione che
le unità aggiuntive siano apprendisti.
L'Unione
europea non fa distinzione tra imprese industriali e imprese artigiane
in quanto quest'ultima
categoria non è definita e disciplinata dalla legge come entità
autonoma nella maggior parte dei paesi
europei. L'Unione Europea stabilisce delle differenze (in particolare
per quanto riguarda l'importo delle
agevolazioni) solo in base alla dimensione, distinguendo tra imprese piccole,
medie e grandi.
Pertanto,
nella lettura dlle schede informative del sito, è importante tenere
presente che:
- Tale distinzione
è necessaria nell'interpretazione delle agevolazioni di fonte
nazionale;
- per quanto
riguarda le opportunità di finanziamento di fonte europea, tale
differenziazione va fatta
in quanto gli aiuti alle imprese artigiane sono sovente gestiti dalle
Regioni, mentre quelli alle PMI
industriali tendono a far capo al Ministero dell'Industria, seguendo
condizioni e procedure specifiche;
- quando
nelle schede si trova un generico riferimento alle PMI (senza altra
specificazone in merito alla
loro natura industriale o artigiana) si devono intendere comprese anche
quelle appartenenti
all'Artigianato.
L'equivalente
Sovvenzione, è un'unità
di misura utilizzata per calcolare l'entità dell'aiuto ammissibile
caso
per caso.
L'esigenza di salvaguardare il regime della concorrenza nel mercato europeo
fa si che l'Unione Europea
stabilisca dei limiti alle agevolazioni pubbliche che tengono conto della
localizzazione degli interventi, della
dimensione delle imprese, del settore di appartenenza, della finalità
dell'aiuto, ecc. Questi limiti sono
calcolati appunto in Equivalente Sovvenzione, in parcentuale sull'importo
dell'investimento.
Per determinare l'entità dell'agevolazione in Equivalente Sovvenzione
Lorda (ESL) occorre innazittuto
tradurre l'aiuto, qualunque sia la sua natura (sovvenzione in conto capitale
o in conto interessi,
agevolazione fiscale, garanzia su rischi di cambio, ecc.) in sovvenzione
in conto capitale; si deve cioè
calcolare l'elemento dono dell'aiuto, tenendo conto, ad esempio nel caso
di un prestito agevolato, della
percentuale di finanziamento sull'investimento, della durata del finaziamento,
della durata del
finanziamento, dell'ammontare del bonifico e del tasso convenzionale di
attualizzazione.
Una volta effettuato questo calcolo, si sottrae la quota prelevata dallo
Stato a titolo di imposizione fiscale.
Questo calcolo è piuttosto complesso e varia a seconda del settore
di appartenenza del beneficiario, della
forma societaria, della tipologia degli investimenti, della localizzazione,
ecc. Il risultato di questa operazione
da il vantaggio finale di cui gode l'iniziativa agevolata dopo aver pagato
le imposte sugli utili di esercizio
che l'aiuto presumibilmente ha prodotto: appunto l'Equivalente Sovvenzione
netta (ESN).
Da quanto
si è detto risulta evidente stabilire a priori un metodo automatico
per determinare, su di un
aiuto erogato, l'Equivalente Sovvenzione. È però necessario
farlo perchè il massimale dell'aiuto concedibile
è indicato, dalla Comunità e spesso dai provvedimenti agevolativi
nazionali, appunto in ESL o ESN, che non
rappresenta evidentemente l'importo dell'agevolazione che verrà
effettivamente erogata (la sola cosa che
interessa al beneficiario).
Per semplificare il calcolo e per dare la possibilità sia alle
Amministrazioni che agli operatori, di tradurre le
indicazioni formali in dati concreti, sono state predisposte con metodi
di calcolo convenzionali.In particolare
l'Istituto di Promozione Industriale (IPI) del Ministero dell'Industria
ha elaborato e diffuso un software per il
calcolo dell'ESN; tale metodo è stato studiato per il calcolo delle
agevolazioni agli investimenti nelle aree
depesse del Paese (Legge 488/92) e per le misure cofinanziate dai Fondi
strutturali comunitari di
competenza ministeriale, ma può essere generalmente applicato al
calcolo dell' Equivalente Sovvenzione
Netta anche per altre disposizioni che lo prevedano.
Si consideri
che ogni volta che l'ammontare dell'agevolazione è espressa in
ESN, l'aiuto effettivamente
erogato è comunque più elevato Se cioè è previsto
un contributo in conto capitale del 20% in ESN su un
investimento di 100 milioni, non verranno concessi 20 milioni, ma almento
24-26 milioni; si faccia, dunque,
attenzione nel valutare le diverse opportunità, alla formula utilizzata
alla voce "Agevolazioni Previste"; si
controlli cioè se l'importo dell'aiuto è espresso in termini
di erogazione effettiva (o in ESL), o in ESN: in
quest'ultimo caso si può prevedere che l'agevolazione sarà
lievemente maggiore per effetto delle
metodologie di calcolo adottate.
Aiuti
de minimis= Limporto massimo di tale
aiuto è di 100.000 ECU su un periodo di tre anni a decorrere
dal momento del primo aiuto de minimis. Tale importo comprende qualsiasi
aiuto pubblico accordato quale
aiuto de minimis e non pregiudica la possibilità del beneficiario
di ottenere altri aiuti in base a regimi
autorizzati dalla Commissione. In caso di cumulo tra più aiuti
de minimis deve essere rispettato il
massimale complessivo di 100.000 ECU.
Fondo
di garanzia= Il fondo, alla cui costituzione partecipano
banche, istituzioni finanziarie e/o capitali
privati, rilascia garanzie sussidiarie su finanziamenti a medio termine
concessi da Istituti di credito (e/o
società di leasing) in favore di piccole e medie imprese, a fronte
di investimenti fissi in beni materiali e
immateriali. Opera come un fondo di rotazione: le risorse svincolate per
lestinzione delle operazioni (al
netto delle perdite per le liquidazioni effettuate) rientrano nelle disponibilità
del fondo stesso, in vista di
una riutilizzazione per altre operazioni. In pratica il contributo indiretto
di cui beneficia la PMI può essere
calcolato come il differenziale tra il premio pagato dallimpresa
per ottenere la garanzia del fondo sul
finanziamento, che sarà precisato nella convenzione attuativa della
misura, e il costo medio di mercato di
una fideiussione assicurativa, vigente al momento della concessione del
finanziamento sulla piazza.
Acronimi
PRE
- SEED =
Fase zero per l'avvio di un'impresa
START
- UP = Avvio vero e proprio di una nuova impresa
SEED
- CAPITAL = Momento di sostegno di un'impresa
BOTTOM
- UP = Approccio dal basso che nasce dal bisogno delle imprese
RITTS
= Progetto Comunitario "Regional innovation technology transfer
strategy"
F.R.A.
= Fondo speciale rotativo per la ricerca applicata
RIS
= Progetto Comunitario "Regional innovation strategy"
MURST
= Ministero dell'Università e della Ricerca
IMI
= Istituto Mobiliare Italiano
OCSE
= Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico
SACE
= Sezione speciale assicurazione e credito all'esportazione
S.F.I.S.
= Società finanziaria per l'innovazione e lo sviluppo
MICA
= Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato
ENEA
= Ente Nuove Tecnologie per l'Energia e l'Ambiente
CNR
= Centro Nazionale delle Ricerche
FESR
= Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Opera per promuovere lo sviluppo
e ladeguamento strutturale
delle regioni il cui sviluppo è in ritardo, per consentire la riconversione
delle regioni frontaliere o di parti di regioni,
compresi i bacini di occupazione e le comunità urbane, gravemente
colpite dal declino industriale.
FSE
= Fondo Sociale Europeo. Ha finalità essenzialmente sociali ed
i suoi obiettivi prioritari consistono nella
lotta alla disoccupazione di lunga durata e nel facilitare linserimento
professionale dei giovani.
ZONE
IN DEROGA ALLART. 87.3.C DEL TRATTATO DI ROMA = In questi comuni
lUnione
Europea ha autorizzato massimali di agevolazione più alti.
(A cura
del Dip.to Sviluppo Economico)
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